I RACCONTI DI SCHIAPPUTER
VESPA VESPETTA...

Erano gli anni 60. Il mondo sembrava immenso e gli altri paesi lontani. Il villaggio globale era ancora da inventare. Gli incubi erano i missili di Khruscev a Cuba e la risposta nucleare di Kennedy. I russi erano i cattivi e gli americani i buoni. Le vacanze Miramare di Rimini dopo apocalittici viaggi con la fiat 600 motorizzata 750 in 4 con 2 valigie nell'abitacolo. L'aria condizionata era fantascienza come gli altri mille gadgets che fanno parte del nostro mondo di oggi.

Non si usciva dal paesello. A parte la famiglia esisteva solo l'oratorio e la bicicletta per arrivarci.

Fu li che la vidi per la prima volta.

Era di un muratore che aveva fatto delle riparazioni a casa. Gli chiesi se potevo salirci.

Lui acconsentì. Mi sedetti sul sellino triangolare troppo alto per me e iniziai a fantasticare. Mio padre mi aveva spiegato i comandi della fiat 600 e credevo il pedale sulla pedana della vespa fosse l'acceleratore. Lo schiacciavo facendo finta di innestare le marce e sognavo di viaggiare. Facendo brum brum con la bocca andavo con la fantasia oltre il paesello, ai 75 km orari che la vespa del 1960 consentiva con i suoi 4 cavalli e mezzo. Erano velocità e potenze incredibili paragonate al cavallo e mezzo e i 45 km orari dei 50ini.

Sentivo i racconti dei grandi dell'oratorio che con quelle vespe programmavano di farsi il giro delle Alpi e pareva un'impresa più avventurosa delle odierne Parigi-Dakar.

Quella vespetta ha motorizzato l'Italia, rendendo la vita più agevole a tutti.

Al muratore bergamasco che dopo aver portato la moglie a fare i mestieri presso la famiglia del dottore del paese si recava al cantiere a laura'.

Al guappo napoletano che aumentava il suo fascino per far innamorare la bella nordica dagli occhi azzurri.

Al pescatore ligure che dopo aver lasciato la moglie al lavatoio prendeva il mare col gozzo per guadagnare duramente la vita con le reti.

All'artigiano brianzolo che dopo aver portato la figlia a scuola e la moglie in filanda andava a bottega a finir la cassapanca...

Al "Biassanòt" (bulletto bolognese) che la elaborava e andava in balera a lumare le pupe

Insomma era un vecchio sogno nel cassetto...

La cercavo del 60, che avesse la mia età, ma poi ne ho trovata una del 62. Mi guardava col suo occhione triste piena di polvere. Tamarrata con la scritta, il fanale, il sellone e il bauletto retroscudo del px.

Ora è nel mio garage. Ogni tanto la accendo e ci faccio un giretto sulla costiera del lago.

A 40 all'ora, ammirando il panorama e lo sguardo stupito dei 60enni non più abituati a vedere per strada il loro sogno di ragazzi.

E' un pezzo di vita, del nostro passato e nessuna generazione ha futuro se non rispetta il passato...

Schiapp


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