I RACCONTI DI SCHIAPPUTER
PIEZZ'E CORE

Domenica 4 aprile 2004

A volte arrivi a sera e anche se sei un rude biker rifletti sulle opportunità che ti ha dato una giornata... opportunità di vedere negli altri le tue parti... piccole e grandi, riflesse come in uno specchio...

E una tranquilla giornata assume connotati un po' speciali, dove lo slalom tra i sentimenti diventa un'impresa faticosa e alla fine ti nasce spontaneo passarci "dentro" alle emozioni, belle o brutte che siano, perchè capisci che solo passarci dentro è il tuo modo di vivere autentico...

Mattina ore 9.00: trasporto i 2 bimbi più grandi a Messa (hanno prima comunione e prima confessione...) e poi mi reco col piccolo Davide al parco giochi di Paratico...
Giochiamo volentieri assieme... è strano come mi diverta a giocare con Davide... sono certo che è una mia riscoperta del piacere di giocare mortificata in tempi antichi...
Davide è istintivo, volitivo, tutto quel che non sono stato io e mi piace molto per questo... un bambino di 6 anni che prende la vita per le palle... Gli scappa la pipì e la fa contro un albero, ma ad un certo punto diventa tutto rosso: "Papi mi scappa la cacca!"
Tutto preso dalla foga del gioco me lo dice all'ultimo minuto e la corsa in bagno all'ufficio del papi si rivela vana... fa niente a tutto si rimedia... un papi "lavanderina" e le mutandine stese sul cruscotto della kangoo risolvono brillantemente la situazione (mi ricorda quando stendevo la biancheria intima sugli specchietti di Moffola)

Dopo poco ci raggiunge al parco giochi Marco (8 anni) e quando ha bisogno anche lui del bagno succede il secondo inconveniente della giornata. I bimbi quando son piccoli son tutti pipì e popò... Mi rimane chiuso in bagno... non riesce ad aprire con la chiave... e la maledetta non passa sotto la porta... Trovo la soluzione: mi arrampico sul muro esterno in pietra del bagno e mi passa la chiave attraverso la stretta ed alta finestrella... Situazione imbarazzante per un professionista 43enne... restare abbarbicato sul muro di un bagno con un braccio che ravana dentro una finestrella, mentre gli altri ospiti del parco giochi ti guardano tra il curioso e il preoccupato... Insomma un linciaggio antipedofilo può sempre essere dietro l'angolo...

Marco riesce a passarmi la chiave e anche il secondo inconveniente si risolve...

Torniamo a giocar tranquilli quando succede il terzo inconveniente stavolta un po' più drammatico.

Una bimba di un paio d'anni d'età cade dal fortino dello scivolo e ha la bella pensata di sbattere la testa contro il cemento... Sangue... non si muove... corre la mamma terrorizzata... "Signora non la muova!!!" le urlo... Niente da fare... Non ragiona... Con uno strattone la solleva da terra e la abbraccia... "Il modo migliore per farle passare il resto della vita su una sedia a rotelle se ha una lesione alle vertebre" penso tra me e me... la mamma tenta di tamponare la ferita... ma non è quella che mi preoccupa... la bambina ha gli occhi che roteano inebetiti... "La porti al pronto soccorso..." le dico e poi mi allontano... torno vicino al fortino da dove è caduta... per terra qualche macchia di sangue innocente... nella sfortuna è stata comunque fortunata... vabbe' che i bambini son fatti di gomma, ma pochi centimetri più in la e anzichè contro il cemento piatto avrebbe sbattuto contro uno spigolo sufficente a sfondarle il cranio...

Sto male... mi allontano... torno a giocare coi miei bimbi, ma col cuore greve...

Giunge l'ora di pranzo... verso le 14.00 l'istinto del rude biker prende il sopravvento... mentre i bimbi guardano un cartone alla tv mi vesto... paraschiena, protezioni, giacca e pantaloni tecnici e via col Golitamacchio... un paio d'ore sul Polaveno e le Coste non me le leva nessuno... le strade sono già piene di moto ed è tutto un salutarsi, felici del fatto che arrivano il caldo e le giornate lunghe... Questo è il clima migliore per andare in moto... i 15/20 gradi ti consentono di non coprirti troppo e nel contempo l'asfalto è sufficientemente caldo da non giocarti brutti scherzi nelle curve prese un po' allegramente...

La costiera del lago è godibile, le curve di Polaveno goduriose; il Golitamacchio distruggerà anche il sedere, la prostata e gli stinchi ma quanto a divertimento non è secondo a nessuna moto oggi in commercio.

Inizio le curve che portano alle Coste. In cima, dove c'è il ristorante un tripudio multicolore di moto e tute da corsa... bello vedere tutta questa passione che accomuna tanti giovani e meno giovani. Proseguo verso Odolo ma ad un certo punto incrocio altri motards che mi fanno cenno di rallentare... "La polizia..." penso, ma dopo poche curve un'ambulanza coi lampeggianti accesi... pezzi di moto sparsi sul prato a destra e molti motociclisti fermi...

Continuo rattristato e incrocio una pattuglia della stradale... Arrivo a Odolo... D'improvviso sento che vorrei già essere a casa e inizio la strada del ritorno... Sul luogo dell'incidente c'è ancora l'ambulanza e pure la macchina della polizia...
Nella mente si affacciano cattivi pensieri: "Se era ferito... leggero o grave, l'ambulanza sarebbe ripartita rapidamente per l'ospedale più vicino... se non si era fatto niente a che serviva la polizia? Se tutti sono ancora lì significa che non c'era fretta di portarlo in ospedale e quindi... "

Mentre viaggio immerso nella tristezza una supersportiva mi sorpassa molto velocemente, poco prima di un tornante... apro il gas tanto per vedere a quanto percorre il tornante e mi accorgo che per stargli dietro, guido come faccio solo in pista... mollo il gas... possibile che anche 500 metri dopo un incidente simile esiste chi considera la strada una pista privata con diritto di vita e di morte su tutti quelli che può incrociare, se stesso compreso?

Ripenso ai miei bimbi... alla bimba caduta dal fortino... è vero... i figli sono piezz'e core... anche il ragazzo dell'incidente è un piezz'e core per chi lo ama... penso a chi stasera lo attenderà invano e si vedrà arrivare gli amici per un aggiornamento funesto... penso alla vita... ai rischi a cui sottopone... rientro a casa.

Davide si impossessa di me. "Papi mi hai promesso che oggi mi porti a fare un giro in moto!!!"

Sorrido... perchè deluderlo... Prendiamo Teresa e facciamo un giretto a 40 all'ora... un giretto sul lago, senza pieghe, con il corpo e la mente vigili per percepire il pericolo da qualunque parte provenga... ho in affido la vita di un bimbo di 6 anni e non la voglio rischiare... Ogni tanto scruto nello specchietto e vedo gli occhi di Davide raggianti di felicità... un giro in moto col papi... la gioia di un bimbo...

Si... Davide... Pietro e Marco... vi porterò sempre in moto con me e quando avrete 14 anni verrete con la vostra moto e andremo in giro assieme finchè lo vorrete, finchè non deciderete di lanciarvi da soli, con i vostri amici, la ragazza nella vita...

La vita... pericolosa e meravigliosa, terribile e fantastica al tempo stesso... Mi sovviene la poesia di Gibran... "I figli... frecce scagliate da un arco che si librano soli nel cielo..."

Arriva la sera. Ho promesso a Pietro di portarlo da McDonald's. Un suo amico ci è andato e glielo ha magnificato. Si parte per Curno, ovviamente in moto e ovviamente col parere sfavorevole della mamma..." E' lontano... fa freddo..."

"Portasega... ce la facciamo!!"

Pietro è grande e apprezza le pieghe e le accellerate ed è orgoglioso di sapere che la moto del papi accellera più di qualunque auto sportiva...

Arriviamo da McDonald's: coda... panino... ci sediamo... mangiamo... Pietro arriva a un terzo di panino e mi dice: "Ma papi... non è buono!" "Hai ragione Pietro... tieni le mie patatine..." e finisco io il suo panino sintetico...

Lo vedo un po' deluso... "Ci torniamo Pietro e prendiamo un altro panino... magari è più buono" "Va bene papi..." e si tranquillizza un po'.

Al ritorno ci fermiamo fuori dall'aeroporto di Orio tanto per vedere se atterra qualche aereo e intanto chiacchieriamo di scuola e di vacanze... "a Pasqua viene Giulio con le sue bimbe a vedere i graffiti camuni... andiamo a mangiare una pizza insieme, così le conosci..." "Quanti anni hanno? Si va bene papi..." La curiosità e l'entusiasmo di una creatura che si affaccia alla vita... quella vera di relazioni con gli altri.

Ma aerei non ne arrivano... è ormai buio... rientriamo a casa.

Una giornata intensa... una giornata felice... una consapevolezza che non sempre è dato vivere le situazioni che si vorrebbe vivere, ma che comunque la vita va presa per le palle e che bisogna seguire la propria strada... fino in fondo e non temere di lasciar andare i figli per la loro... questi benedetti piezz 'e core...

Schiapp che si sente tanto "Davide"


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